Night Moves

TFFsolo imgRegia: Arthur Penn
Anno: 1975

Gene Hackman è Harry Moseby, di professione investigatore privato, un carattere risolutivo e pratico che viene assunto da Arlene Iverson (Janet Ward), una facoltosa ex-attrice di B-movies, attualmente, più che altro una ricca alcolizzata,  per ritrovare la figlia sedicenne Delly (una deliziosa Melanie Griffith appena diciottenne). L’investigazione poliziesca inizialmente si dipana secondo le modalità classiche: ricerca degli indizi, individuazione di persone che via via ci avvicinano alla ricercata, interrogatori e domande. Poi, però, qualcosa si inceppa nel decorso lineare delle indagini. La Griffith sa dare vita alla figura di una lolita irresistibile, vulnerabile e disinibita, angelica nella sua spontaneità di sentimento che non conosce la finzione imposta dalle convenzioni sociali. Hackman la ritrova presso il patrigno ma non ce la fa a mantenere le distanze, il distacco richiesto dal suo ruolo professionale e instaurerà con la piccola un rapporto non del tutto esente da qualche venatura sensualistica, ma improntato a un senso sincero della protettività paterna. La scorza callosa di certezze e determinazioni che sosteneva il duro investigatore inizia a incrinarsi quando scopre che a motivare le ricerche della madre non è tanto l’affetto materno quanto il desiderio di impossessarsi dell’ingente patrimonio di cui Delly è ereditiera e che lei vive circondata da una schiera di aspiranti profittatori. Gli diverrà inspiegabilmente difficile riportarla a casa e la crisi che si produrrà in lui, dopo aver assistito ad alcune scene dell’inferno quotidiano in cui ha ripiombato la giovane, lo spingerà a lasciare la professione. Quando Delly perde la vita in un misterioso incidente sul set di un film, Harry non potrà non indagare e scoprirà una pista di omicidi che lo condurrà sino a un traffico di antichi oggetti d’arte in cui sono coinvolti il patrigno di Delly, la sua compagna e il meccanico scapestrato che le faceva da boy-friend, che muoiono tutti.

Night Moves è un film sulla perdita, la perdita delle certezze di un uomo e di una società intera. Una stigmatizzazione severa della brama da lucro, vista come forza primordiale, in grado di sabotare anche pulsioni ancestrali primarie, come quella da cui derivano i legami affettivi in ambito familiare.LOCANDINA

Anzi direi che la riflessione sulla disgregazione della famiglia sia uno dei temi portanti del film, visto che le storie familiari disastrate che vengono messe in rappresentazione sono due. Una, lo avrete capito, è quella della famiglia Grastner, quella di cui fa parte delly, devastata dalla ragione economica e inasprita da conflitti lunghi una vita, mentre l’altra è quella dello stesso Harry, che nel corso del film scoprirà il tradimento della propria moglie Ellen (Susan Clark). La prima delle due vicende, quella in cui sono in ballo interessi di tipo economico, per intenderci, è destinata al fallimento e alla disgregazione, mentre quella di Hackman e consorte, in cui la crisi ha solamente ragioni affettive sincere, si risolverà positivamente attraverso il percorso di ricomposizione  e auto-disamina cui si sottoporrà l’investigatore.

E proprio questo lavoro di scavo nella propria interiorità, di ricerca di una verità profonda che possa rimpiazzare quelle ormai disperse e posticce che una vita in discesa (Harry da giovane era stato un campione di football, quello di investigatore privato è un ripiego miserevole) ha imposto, sembra essere il vero soggetto del film, a cui l’indagine investigativa fornisce solo lo spunto narrativo.

BRSGLO D NTTE dal vetroGene Hackman ci restituisce una prova da gigante della caratterizzazione nell’edificare un personaggio duale, duro e determinato, da un lato, ma anche introspettivo, sofferente ed emozionale dall’altro, la Griffith è impeccabile nel creare una figuretta deliziosa ma al contempo lancinante, la costruzione registica è filante e non permette intoppi di sorta, con una decisa accentuazione ritmica nella parte finale del film, quella che segue l’indagine intrapresa dopo la morte di Delly. A fare la ricchezza di questo film concorrono anche le figure di contorno, spesso ben delineate come la tragica figura di Arlene, imprigionata in quel passato  glorioso da cui non riesce a liberarsi e caratterizzata da una propensione seduttiva ipertrofizzata dalla continua necessità di conferme e rassicurazioni.

Un testo ben confezionato, ricco di ulteriori significazioni, che incontrerà certamente il gusto degli appassionati del genere investigativo-poliziesco e di Hackman, che qui è veramente in forma smagliante, ma che non dispiacerà a un pubblico variegato e generalista.

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