Bruised – Lottare per vivere

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Bruised – Lottare per vivere

Regia: Halle Berry
Anno: 2020

Debutto alla regia per Halle Berry che come attrice ha dimostrato di essere non solo bella, essendo stata definita dal mensile Esquire “la donna vivente più sexy” del 2008, ma anche estremamente versatile ricoprendo ruoli completamente differenti tra loro, dalla sensuale e letale Catwoman alla mutante Tempesta nella saga degli X-Man, da una donna sull’orlo della pazzia in “Gothika” ad affascinante criminale in “Codice: Swordfish”. La sua bravura le ha permesso di guadagnare un Oscar come migliore attrice per il film “Monster’s Ball” e un Golden Globe per il film tv “Vi presento Dorothy Dandridge”.

Ma come se la sarà cavata alla regia Halle Berry?

In realtà oltre ad essere la regista Halle Berry, quasi irriconoscibile e in gran forma considerando l’età e l’impegno fisico di questo film, ricopre anche il ruolo della protagonista Jackie Justice, ex lottatrice di MMA che dopo una brillante carriera nella prestigiosa divisione della UFC (per capirci la Champions League delle arti marziali miste) fatta di 10 incontri vinti e nessuna sconfitta, si ritrova a perdere clamorosamente il suo ultimo incontro addirittura scappando dalla gabbia (il ring delle mma). Il motivo verrà spiegato più in là durante il film, fatto sta che Jackie si ritira dai combattimenti e finisce per guadagnarsi da vivere facendo le pulizie per famiglie benestanti e a convivere con il suo manager alcolizzato e violento (Adan Canto).

La sua vita al momento deprimente viene sconvolta quando le viene presentato suo figlio di 6 anni (Danny Boyd Jr.), che lei aveva abbandonato anni prima con il suo ex compagno che però è deceduto, lasciando il piccolo senza nessuno se non sua madre.

Il bambino scosso dalla morte del padre con il quale si evince abbia avuto un ottimo legame e proiettato in questa nuova vita non facile si chiude in se stesso e non dice mai una parola per quasi tutto il film, pur essendo decisamente espressivo con il volto.
“Ascolta, so che non mi conosci, e sai una cosa? Nemmeno io ti conosco. Noi siamo due estranei. Ma sono sicura che tu devi mangiare e devi anche iniziare a parlare, perché hai solo me” dice Jackie in una scena.

Il secondo evento che sconvolge la sua esistenza è l’incontro con Immaculate (Shamier Anderson) un organizzatore di incontri che la convince a tornare a lottare e addirittura le propone un incontro per il titolo mondiale contro la temuta campionessa Lady Killer, interpretata dalla vera lottatrice russa Valentina Sevcenko.

Questa occasione imperdibile, la presenza di suo figlio e l’incontro con l’allenatrice Buddhakan (Sheila Atim) convincono Jackie a fare pulizia e chiarezza nella propria vita, eliminando le persone sbagliate e dedicandosi anima e corpo all’incontro.

Il film in se non rappresenta nulla di innovativo nel panorama del cinema di riscatto grazie allo sport e in particolare alle arti marziali, i personaggi sono un po’ troppo stereotipati e alcune questioni umane e psicologiche vengono lasciate un po’ sospese nel vuoto, però nonostante la lunghezza non indifferente (più di 2 ore) grazie all’empatia che si crea con il personaggio e all’interpretazione notevole della protagonista, la visione avviene in maniera gradevole e senza troppa noia.

Per gli amanti dei film d’azione sarà piacevole sapere che per la realizzazione di questa pellicola, in particolare per le scene di combattimento, Halle Berry si è affidata alla collaborazione degli stuntman che hanno curato le coreografie di film come “John Wick” e “Atomica Bionda”.

La colonna sonora è stata composta da Terence Blanchard, trombettista e compositore americano che collabora spesso con il regista Spike Lee e che ha composto più di quaranta colonne sonore aggiudicandosi le nomination per due Academy Awards e vincendo ben cinque Grammy Awards su quattordici nomination.

A Settembre del 2021 Netflix ha acquistato i diritti di distribuzione per circa 20 milioni di dollari e dal 24 Novembre il film è disponibile sulla piattaforma.