Appartamento ad Atene

Regia: Ruggero Dipaola
Anno: 2012

Appartamento ad Atene è l’opera prima di Ruggero Dipaola. Il film è uscito nelle sale lo scorso 28 settembre ed è tratto dall’omonimo romanzo di Glenway Wescott. Racconta la storia di una famiglia di Atene che, nel 1943, è costretta a ospitare in casa un Capitano nazista.

Il regista vuole esplorare le complesse relazioni che si instaurano tra i personaggi e le dinamiche interpersonali della famiglia Helianos. Lo scopo dell’autore non è, dunque, quello di raccontare la situazione dell’occupazione nazista e della guerra: il contesto storico resta sullo sfondo. L’attenzione è posta invece sulle sfaccettature di emozioni e sensazioni che nascono nella famiglia durante la convivenza forzata col Capitano Kalter (Richard Sammel).

La vicenda è narrata in maniera da rendere i fatti universali e senza tempo, esemplari, isolati rispetto al contesto storico. La seconda guerra mondiale, al di fuori dalle mura della casa, devasta e semina vittime e parallelamente la famiglia è attraversata da piccole crepe sotterrane e si spezzetta di fronte all’invasione del nemico. Tutti gli equilibri esistenti tra i membri della famiglia si alterano.

Ogni componente reagisce in maniera diversa nei confronti del Capitano: il padre ubbidisce a ogni suo ordine, si umilia e annulla la sua autorità di capofamiglia, fiducioso di riuscire così a creare un dialogo col nazista; la madre è dubbiosa, distaccata; il figlio è ribelle e sfacciato; la figlia al contrario è catturata e attratta dal tedesco.

La vicenda è tragica e commovente ed è raccontata quasi sottovoce, con toni tenui e delicati. La casa degli Helianos sembra una bolla ovattata, isolata dalla storia, un microcosmo a sé stante in cui non arrivano gli echi delle bombe ma dove comunque si consuma  un dramma lento e inquietante. La bolla, alla fine del film, scoppia e il dramma diventa tragedia.

I rapporti tra i personaggi sono precari: tentennano, si frantumano, poi sembrano rifiorire ma alla fine crollano del tutto. Appartamento ad Atene ci mostra tutti i diversi punti di vista dei membri della famiglia senza penetrare nelle specifiche psicologie dei singoli: scruta con oggettività plastica le vicissitudini del nucleo familiare nel suo insieme, mantenendo il narratore invisibile, esterno e al di fuori della sceneggiatura.

La pellicola si presenta come un’opera lineare, candida, perfetta a livello scenico e scenografico. Tutti gli attori si mostrano all’altezza del loro personaggio esibendo eccellenti capacità recitative. I due ragazzi (Alba De Torrebruna e Vincenzo Crea) sono alla loro prima esperienza sul grande schermo, ma si mostrano perfettamente all’altezza del loro ruolo. Laura Morante si riconferma un’attrice magistrale e recita perfettamente la parte di una madre forte e dignitosa. Richard Sammel è perfettamente immedesimato nel nazista gelido, crudele e distaccato.

L’adattamento del libro alla forma cinematografica ha, forse, comportato qualche piccola crepa di sceneggiatura: le 246 pagine del libro sono state inevitabilmente schiacciate nei 95 minuti di film.
All’inizio del film, si stenta a comprendere correttamente la trama e alcune situazioni che si creano tra i personaggi vengono solamente accennate senza essere approfondite in maniera più accurata.

Il film ha riscosso grande successo presso i Festival di cinema internazionali: è tra le pellicole italiane più premiate del 2012. Infatti, ha partecipato a 51 Festival vincendo ben 27 premi, tra cui quello come Miglior Film della Vetrina Giovani Cineasti Italiani presso il Festival Internazionale del Film di Roma 2011.

Appartamento ad Atene è senza dubbio un esordio promettente: Dipaola, con la sua pellicola, si assicura un posto tra la schiera dei nuovi registi italiani che alimentano la ripresa del cinema nostrano, dimostrando capacità registiche differenziate e di qualità.

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