La Madre – Colonna Sonora

La Madre (Mama, Andres Muschietti 2013) è l’ottimo film d’esordio del regista Andres Muschietti, tratto dal cortometraggio Mamà scritto e diretto dallo stesso. Garanti del successo sono gli ottimi collaboratori a cui Muschietti si è affidato: Guillermo del Toro per la produzione e Fernando Velázquez per la colonna sonora.
L’esperienza di Velázquez, già musicista di The Orphanage (Juan Antonio Bayona, 2007), completa la pellicola arricchendola di suspence e tensioni tipiche di un horror.

Nello sviluppo di film dell’orrore ricorrono elementi costanti, soprattutto quando ci si avvicina, o addentra del tutto, al gotico. Tra questi possiamo scorgere la fotografia cupa, il bosco, ombre buie, figure fantasmagoriche e inevitabilmente suoni e musiche.
La colonna sonora de La Madre rientra nella tipicità dei suoni gotici e alterna la classicità alla commozione, come il film stesso richiede.

Lo svolgimento della trama è un susseguirsi di elementi tipici del classico horror ma ha al suo interno una differenziazione, poiché scava nel profondo umano e analizza il rapporto genitoriale, la fanciullezza e il sentimento della perdita. Questo intreccio di sensazioni è coadiuvato da una musica versatile, che non perde mai di vista l’austera tensione narrativa, anche nei momenti di dolcezza ed infantilità.

Lo riscontriamo nella melodia “The Encounter and Main Title”, in cui l’elemento orrorifico si intreccia alla perfezione con il pianoforte e il sussurro femminile, addolcendola al punto da farla diventare una ninna nanna per bambini.
La lotta tra bestia e innocenza è costante nella musica del film; ad esempio in “What Happens Now” riscontriamo la paura e l’angoscia degli ottoni accompagnati dalla solita voce delicata.

Altre invece sono le canzoni che richiamano le sensazioni tipiche dell’horror, ovvero l’oppressione, la tensione e lo strazio; basta ascoltare alcune note di “The Car and the Radio” o di “Observation Room”, magari con il suggestivo volume del cinema, per rabbrividire ed immedesimarsi con la scena.
Le note di “Desange Folder” racchiudono invece l’elemento tipico del mistero, che intercorre tra gli sguardi delle due piccolo protagoniste ed è ben rappresentato da questa breve, ma suggestiva, melodia.

Punta di diamante della composizione musicale è l’aria di chiusura, “Final Reel”.

Il pezzo racchiude, nei sui circa tredici minuti di durata, l’intero racconto componendosi come una battaglia tra momenti lenti e ritmi martellanti; ci si ritrova sulla montagna russa dell’orrore passando attraverso ansia e terrore per poi essere catapultati in un momento di  bellezza e liberazione, che è poi ciò che richiede il finale del film.
La compilation di Velázquez, ascoltata a prescindere dal film, si avvicina molto alle grandi musiche di balletti come Il lago dei cigni” di Tchaikovsky.
Come nelle composizioni del russo artista, le dodici tracce de La Madre contengono al proprio interno un sentimento dotato di vita propria; raccontano il dramma solo con l’utilizzo delle note e hanno uno svolgimento che cresce e sublima nel finale.

Oltre ad un minuzioso lavoro compositivo, Fernando Velázquez riesce anche nel montaggio armonico che caratterizza le apparizioni della madre. Poiché questa è priva di voce, ogni suo movimento, le sue comparse e i suoi tentativi di comunicazione sono resi da suoni: anche questi sono scelti accuratamente e seguono l’intento spaventoso del film. Il vasto assortimento di armonie, musiche e suoni consolidano Fernando Velázquez come uno dei migliori compositori cinematografici.

01. The Car and the Radio
02. The Encounter and Main Title
03. Helvetia
04. A New Home
05. What Happens Now?
06. Voices From the Outer Room
07. Observation Room
08. Victoria Come Mama
09. The Painted Wall / The Doll
10. Desange Folder
11. Scare and Lucas Wake Up
12. Wilson Pass
13. Vic the Laptot Archive
14. You Guyss Talk a Lot
15. Last Hypno
16. Good Night
17. Mama Fight
18. Final Reel

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