Biancaneve e il Cacciatore

Quando vidi in tv il trailer di Biancaneve e il Cacciatore, pensai subito che degli annoiati sceneggiatori americani avessero distrutto la celebre fiaba dei fratelli Grimm, sostituendo l’innocente fanciulla con una guerriera ante litteram.

Come Cappuccetto rosso, La bella e la bestia e Alice nel paese delle meraviglie prima di lei, anche Biancaneve è stata trasportata nel mondo oscuro del dark che, anche se alquanto spaventoso, ha un innegabile alone di mistero e romanticismo.

Le fiabe scandiscono l’infanzia di tutti i bambini, contribuendo alla costruzione di un immaginario  costellato di meravigliosi principi azzurri, spaventose perfide streghe e con la speranza di una sottesa felicità: “E vissero tutti felici e contenti”.
Questi riadattamenti in versione dark, anche se spesso vengono accolti con critiche poco lusinghiere o quanto meno con scetticismo, contribuiscono a ridefinire il concetto stesso della fiaba.

La nuova dimensione crea un mondo in cui tutti gli stereotipi maschilisti sono superati e una fanciulla, per quanto frivola e indifesa, riesce a comandare un esercito e ad impugnare una spada riconquistando così, il proprio regno e (soprattutto) la propria libertà.

Biancaneve e il Cacciatore ci presenta dei personaggi, non più frastornati e immersi nei loro sogni, ma tenaci e battaglieri e in alcuni casi alquanto bizzarri. Prima fra tutti, la principessa Biancaneve, che da donzella indifesa, si trasforma in eroina disposta ad aiutare gli altri e a combattere per il suo popolo. Stavolta, la principessa-guerriera non è al fianco del suo principe azzurro, definito “il suo migliore amico”, ma con colui che gioca un ruolo importante nella fiaba: il coraggioso Cacciatore, che proteggendola dalla strega cattiva e portandola in salvo, l’addestra al combattimento e la sveglia dal suo sonno profondo. Insomma, l’amato principe ha avuto proprio, un bel calcio nel didietro.

Un’altra riscrittura radicale l’hanno avuta i sette nani, anzi gli otto nani, che spogliati degli abiti dei teneri e laboriosi minatori, si sono ritrovati a far parte di una gang di ubriaconi, ladruncoli e attaccabrighe, che si azzuffano tra di loro. L’indole dei nani resta però sempre la stessa: un cuore immenso e la dedizione per Biancaneve.

Gli ambienti della fiaba, che si è trasformata in un racconto dark,  sono luoghi colmi di magia nera e sfondi di cruenti battaglie: il più terrificante è la Foresta Tenebrosa, ricca di pericoli ed esseri spaventosi, dove Biancaneve si rifugia per fuggire alle guardie che volevano strapparle il cuore. Qui compaiono funghi dal polline allucinogeno, spettri ingordi delle paure umane e un intero stormo di corvi che fa materializzare al suo interno la perfida regina.

La terrificante antagonista, con il suo iresistibile fascino, è la strega cattiva, qui descritta con lunghi capelli biondi e occhi di ghiaccio, dai meravigliosi abiti medievali e dal potere di rubare la gioventù alle ragazze del regno. Tutto questo, per conservare la propria bellezza perché, alla fine, una semplice crema anti-rughe non può bastare per essere definita “la più bella del reame”.

“La morte è una bocca affamata e tu sei la mela”

Biancaneve e il Cacciatore, pubblicato dalla Mondadori è stato scritto da Lily Blake ed è interamente basato sulla sceneggiatura del film di Evan Daugherty, John Lee Hancock e Hossein Amini. Per chi non si accontenta solo della visione del film, può dedicarsi alla lettura delle celebre fiaba di Biancaneve che si è trasformata in un romanzo epico, dark e romantico.

Il film, diretto da Rupert Sanders e interpretato da Kristen Stewart, Charlize Theron e il bellissimo Chris Hemsworth, uscito nelle sale a giugno 2012 ha attirato molti curiosi, che non riuscivano ad immaginare una Biancaneve intraprendente, capace di salvare il proprio regno impugnando una spada e battendosi coraggiosamente contro le tenebre e il suo mondo oscuro.

“Allora che ne sarà di te quando affronterai la fine? Quando i rapaci volteggiano e le ombre s’appressano indietreggerai? O lotterai? Il tuo cuore è di fragile vetro? O di pura bianca neve?”

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