Hansel e Gretel – Cacciatori di streghe

Regia: Tommy Wirkola
Anno: 2013

In una casetta di marzapane due bambini diventano adulti.
Questa è la parte di storia che non avevamo ancora sentito.

Hansel e Gretel è una fiaba tedesca dei fratelli Grimm. Protagonisti sono due bambini che, abbandonati dal padre in un bosco, si imbattono in una casa fatta di dolci, dove abita una strega che vi attira i bambini per mangiarseli. Per mezzo di astuzia e sangue freddo i due fratelli si liberano e spingono la strega in una stufa, bruciandola.

A ben guardare non sembra una fiaba per bambini. Ma in fondo le storie dei fratelli Grimm non erano dirette ad un pubblico infantile. Solo in un secondo momento vennero depurate e riadattate. Sono concepite in virtù di quella tradizione popolare tedesca caratterizzata da ambientazioni tenebrose, streghe e oscuri fatti di sangue.

Dunque, da qui ad una fiaba intrisa di elementi steampunk il passo è breve.
E a compierlo è Tommy Wirkola, regista norvegese, il cui stile si fonda proprio su queste sfumature dark. Wirkola porta sul grande schermo il sequel della fiaba, Hansel e Gretel – Cacciatori di streghe.

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Nella casetta di marzapane è avvenuta la metamorfosi. Sconfitta la strega, i due fratelli hanno compreso la missione cui sono destinati, cioè liberare il mondo dalla magia oscura. Non si tratta, per ossimoro, di una scelta voluta, ma di una scelta obbligata, conseguenza dei fatti.
A 15 anni da quell’avventura Hansel (Jeremy Renner) e Gretel (Gemma Arterton) sono dei noti e imbattibili Cacciatori di streghe.
Convocati ad Augusta, in Germania, assumono l’ incarico di ritrovare i bambini scomparsi in paese. Questa è anche l’occasione di far ordine nel loro passato e di recuperare le risposte sulle quali da tempi lontani si interrogano.

In fondo, sarebbe naturale domandarsi il motivo per cui questi due ragazzini, a differenza di tanti altri finiti nel pentolone della strega, la sconfiggono indomiti.
Per non lasciare nulla al caso Wirkola redime il finale della fiaba da un semplice lieto fine.
E ce lo spiega. Hansel e Gretel sono figli di una strega bianca, ovvero una strega dal cuore puro. Questo implica che siano in parte immuni ai poteri delle streghe cattive.

Dunque nella versione del regista muta un elemento importante. I due bambini sono stati abbandonati per garantire loro la sicurezza, poichè una strega bianca è condannata dal popolo per essere strega e dalle streghe oscure per essere bianca.

Nasce tutto da un atto d’amore materno, che si discosta dall’originale pratica di abbandono e infanticidio narrata dai Grimm e dovuta al contesto storico medievale in cui si inseriva.
L’ambientazione creata dal regista è una sorta di Medioevo indefinito, dove a villaggi medievali e caccia alle streghe si aggiungono armi evolute e costumi fin troppo pratici per l’epoca.

Wirkola trasforma molti elementi della fiaba per rivisitarla in chiave razionale oltre che moderna.
Si aggrappa creativamente a particolari trascurabili per restituirci, ad esempio, un Hansel malato di diabete. Sarebbe strano se non lo fosse, dopo essere stato messo all’ingrasso da una strega che vive in una casa fatta di dolci.

Se da una parte ci troviamo davanti ad uno stravolgimento dell’immaginario fiabesco comune, dall’altra Hansel e Gretel – Cacciatori di streghe sembrerebbe essere un ritorno alle origini, all’essenza stessa del lavoro dei Grimm.
Lo stile è aggressivo, l’atmosfera dark-gothic, talvolta vorrebbe sfiorare il macabro.

Lo stesso percorso era stato intrapreso nel 2006 da Terry Gilliam con I fratelli Grimm e l’incantevole strega. Le analogie tra i due film sono chiare e distinte. Non solo nello stile gotico-fantastico e nella lugubre cornice ma anche nella struttura dei fatti e delle vicende. Una trama tutta incentrata sulla ricerca di bambini scomparsi.
Come se i due autori decidessero ora di passare il testimone ai due fratelli concepiti da uno dei loro incontri di cervelli e penne.

Peccato che gli Hansel e Gretel moderni non acquistino vera e propria fisionomia, sono dei duri, ma dei duri monotono. Causa l’alternarsi continuo ed eccessivo di action e splatter.
Ovviamente cala perfettamente nei panni di Hansel il combattente veterano Jeremy Renner (The Avengers,2012;  Mission Impossible-Protocollo fantasma,2012; The Bourne Legacy,2012).
Ma sapevamo già che ha talento con armi e combattimenti.
Gemma Arterton, di contro, si carica di tutto il carisma di donna d’azione che ha conservato fino a questo momento (Quantum of Solace,2008; Prince of Persia,2010; Scontro tra titani,2010). Interpreta una Gretel mordace e sprezzante. Impeccabili entrambi. Due belligeranti nel vero senso della parola. Splendidi gli accenni al rapporto indivisibile tra i due fratelli, che però restano solo abbozzati.

Di fatto la parte action lascia poco spazio al resto. Ripiega su scontri e lotte continue, accennando ad una storia essenziale e scarna.
Per dare modernità alla fiaba era sufficiente un po’ di fiaba in più.

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